Fondazione Sportsystem, in collaborazione con Camera di Commercio Treviso- Belluno| Dolomiti e Intesa Sanpaolo, presenta i dati economici e sociali del Distretto dello Sportsystem di Asolo e Montebelluna aggiornati al primo trimestre 2026.
Gli studi della Camera di Commercio di Treviso e Belluno| Dolomiti.Dinamiche occupazionali e demografia d’impresa
Il Distretto dello Sportsystem conferma anche nel 2025 il proprio ruolo centrale nell’economia del territorio, mantenendo una struttura produttiva articolata, una forte presenza occupazionale e una capacità di adattamento che continua a caratterizzarne l’evoluzione.
Al 31 dicembre 2025 il Distretto conta 532 sedi d’impresa, 173 filiali e quasi 7.700 occupati, pari al 16,7% dell’occupazione complessiva dell’area, confermandosi una delle principali specializzazioni manifatturiere del territorio.
L’analisi dei dati evidenzia una fase di trasformazione più che di contrazione. La riduzione registrata nel numero delle sedi d’impresa rispetto al 2024 (-47 unità) è infatti riconducibile in larga misura a cancellazioni d’ufficio di attività inattive, concentrate soprattutto tra le ditte individuali del comparto tessile-abbigliamento. Al netto di questo fenomeno amministrativo, emerge un sistema produttivo che continua a consolidarsi e a riorganizzarsi.
Prosegue inoltre il processo di evoluzione della struttura imprenditoriale, con una crescita costante delle filiali (+9 nel solo 2025), segnale della capacità del Distretto di attrarre investimenti, favorire aggregazioni e inserirsi in reti produttive sempre più complesse e internazionali.
Sul fronte occupazionale, i dati evidenziano una sostanziale tenuta della filiera in un contesto economico caratterizzato da rallentamento della domanda internazionale, tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti tecnologici. Il saldo occupazionale leggermente negativo (-150 posizioni perse nell’abbigliamento, -20 nel settore core calzature per un complessivo -1,7% nel 2025) appare infatti contenuto e va letto anche alla luce dei processi di innovazione, digitalizzazione e riorganizzazione aziendale che stanno interessando molte imprese del comparto.
Al netto delle dinamiche, attorno alla demografia d’impresa si possono evidenziare tre aspetti strutturali interessanti.
Il primo aspetto è la già citata costante crescita delle filiali (+9 nel 2025),punta d’iceberg di una trasformazione in atto da diversi decenni nel Distretto.
Il secondo aspetto da evidenziare è lo spostamento della filiera dello Sportsystem sempre più sulla medio-grande dimensione d’impresa. Il 60% degli addetti allo Sportsystem trova impiego in un’impresa con almeno 50 addetti.
Si aggiunge infine un terzo aspetto: la compagine imprenditoriale sta invecchiando. Nel decennio 2015-2024, sempre guardando al settore calzatura, gli “amministratori, soci o titolari” in età compresa tra i 50-69 anni sono passati dal 53% al 57%; quelli con più di 70 anni dal 10% al 15%; gli imprenditori fra i 30 e 49 anni dal 35% al 25%.
Tali istanze diventano ancora più stringenti se associate alle sfide tecnologiche dei tempi. Il grado di digitalizzazione delle imprese manifatturiere avanza ma trova ancora una barriera nella dimensione d’impresa (le adottanti tecnologie digitali complesse sono il 79% fra le imprese 50+ addetti, contro il 46,5% nella fascia 10-49).
Da questa maggiore complessità dipende anche, per le imprese B2C, una maggiore capacità di diversificazione nei mercati, mentre per le B2B, per i terzisti, la tecnologia diventa fattore abilitante per una maggiore integrazione versatile nelle filiere, che coinvolge l’intera gestione d’impresa: la ridefinizione di una proposta di servizio e di valore che le possa legare in modo sempre più distintivo alle necessità dei committenti.
Gli studi di Intesa Sanpaolo. Export tra resilienza, turismo e opportunità olimpiche
Lo Sportsystem di Montebelluna conferma una buona capacità di tenuta sui mercati esteri, pur in un contesto internazionale complesso e segnato da forti differenze tra comparti e geografie.
Nel 2025 l’export complessivo del Distretto si è attestato a oltre 1,55 miliardi di euro, con una lieve flessione rispetto all’anno precedente (-1,1%), sintesi di andamenti differenziati: da un lato la crescita degli articoli sportivi per gli sport invernali e per l’attrezzatura da alpinismo (+4,1%), dall’altro il calo delle calzature sportive o per altri usi (-2,3%) e delle biciclette e loro componentistica (-4,5%).
Nei primi tre mesi del 2026 il quadro appare sostanzialmente stabile: l’export è stato pari a 402 milioni di euro, grazie al contributo positivo di biciclette e articoli sportivi, che ha compensato la debolezza del comparto calzaturiero. A livello geografico emergono segnali incoraggianti soprattutto in alcuni mercati europei, con Germania, Austria e Repubblica Ceca in evidenza, mentre più problematico resta l’andamento in mercati come Stati Uniti, Russia e Regno Unito.
Il conflitto in Iran ha ridisegnato la geografia delle opportunità di crescita dell’export. Tra quelli attesi in crescita vi sono proprio i mercati in cui è maggiormente presente il Distretto, ovvero l’Est Europa e l’Europa Occidentale. Al contempo, si è registrata una frenata delle vendite nei Paesi del Golfo, in cui nel 2025 si era osservata una interessante espansione: negli Emirati Arabi Uniti alla crescita del 46% nel 2025 (fino a 8 milioni di euro) si è contrapposto il calo nel primo trimestre (-57,5%) da attribuire probabilmente al solo mese di marzo. Dinamica analoga si è osservata anche in Arabia Saudita ma su valori più contenuti.
Le maggiori criticità avvertite dalle imprese in seguito al conflitto riguardano l’aumento dei costi di energia, trasporti e assicurazioni e prime tensioni lungo le catene di approvvigionamento.
Una spinta alla dinamica dell’export del Distretto può venire anche dalle sinergie che si possono attivare con il turismo di montagna e i grandi eventi sportivi internazionali. L’analisi mette in luce un possibile legame tra la presenza di turisti stranieri nelle Dolomiti e la domanda internazionale di articoli sportivi prodotti nel Distretto: la correlazione positiva tra gli arrivi turistici provenienti da alcuni Paesi e le esportazioni di sci, scarponi e altri articoli per la montagna suggerisce l’esistenza di una relazione virtuosa tra esperienza turistica, visibilità del territorio e riconoscibilità dei prodotti.
In questa prospettiva, le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un potenziale moltiplicatore di visibilità e di opportunità, soprattutto per le imprese specializzate nei prodotti per la montagna e gli sport invernali. Dalla quick survey condotta sulle aziende del Distretto emerge che le ricadute dirette sul fatturato delle imprese potrebbero manifestarsi soprattutto nel medio periodo, attraverso una legacy fatta di maggiore riconoscibilità del Distretto, rafforzamento delle filiere di prossimità, nuova clientela straniera e nuove occasioni di collaborazione tra manifattura, turismo, eventi e territorio.
Gli studi completi sono disponibili alla pagina Osservatorio Economico



